L’Architettura Funeraria

Per quanto riguarda l’architettura funeraria, tutte le tombe etrusche sono state costruite in pietra e si sono quasi sempre conservate fino a oggi. L’uomo, così piccolo e debole in vita, necessita, dopo essere morto, di un luogo nel quale la sua individualità possa continuare a vivere in un ambiente intimo e familiare. È per questo che la tomba assume tutte le caratteristiche che aveva la casa, della quale ricalca forma e dimensioni. Inoltre la tomba viene decorata al suo interno imitando il cielo aperto, affinché la dolcezza delle rappresentazioni e la luminosità delle pitture aiutino a contrastare il buio eterno della morte. Generalmente le tombe etrusche sono riunite in apposite necropoli, vere e proprie città dei morti poste fuori dalla cinta muraria delle città dei vivi. Le tipologie costruttive sono invece molto diverse e variano in rapporto sia al periodo di costruzione sia alla natura del terreno. Esse possono essere raggruppate in almeno tre grandi categorie principali:

-costruzioni ipogee

-costruzioni a tumulo

-costruzioni a edicola.

 

-          Le strutture ipogee sono scavate completamente sotto terra o nel fianco d’una parete rocciosa. Tra le molte tombe a camera rimasteci una delle più affascinanti è quella nota come Ipogeo dei Volumi. Vi si accede scendendo lungo una ripida scala risistemata in età moderna. Questa dà accesso a un atrio rettangolare, al fondo del quale ritrova  la camera sepolcrale con le panche in pietra sulle quali erano deposte le statue votive e le urne cinerarie della ricca famiglia etrusca dei Velimna. Ancora oggi sono visibili sei urne in travertino stuccato, con tracce di decorazione policroma, e una in marmo. Mentre quest’ultima imita la forma di un tempio e reca anche alcune iscrizioni latine, le altre rappresentano un letto drappeggiato, con sopra la figura di un personaggio recumbente. Alla destra e alla sinistra dell’atrio si aprono altre otto piccole camere ipogee di forma cubica. Esse imitano l’organizzazione dello spazio domestico e servono per i riti funerari o come depositi di doni, effigi e offerte. L’atrio è alto meno di3 metri e ha una superficie che non raggiunge i30 metri quadrati.

-          Le tombe a tumulo sono dette così perché una volta costruite, vengono ricoperte da un tumulo di terra, in modo da formare una collinetta artificiale. Questa usanza ha la duplice funzione di identificare il luogo della sepoltura e di proteggere l’edificio funerario sottostante. I tumuli, a pianta circolare, sono sostenuti da coperture di vario tipo (pseudocupole, pseudovolte, lastroni piani) appoggiate a una struttura cilindrica detta tamburo. Tale tamburo può essere fuori terra e realizzato mediante blocchi squadrati di tufo o ricavato scavando il terreno roccioso. Le più antiche sono composte di un’unica camera circolare, sormontata da una massiccia tholos in pietra. L’esempio più noto di tomba a tholos con camera circolare è quello della cosiddetta Montagnola. Infine, un altro esempio di tombe a tumulo è quello della Tomba dei Rilievi, nella necropoli della Banditaccia. In essa la copertura dell’unica camera sepolcrale è in lastre di pietra inclinate. Tutte le pareti della camera e i pilastri che ne sorreggono il tetto sono coperti da rilievi molto realistici eseguiti in stucco dipinto. Essi rappresentano vari utensili casalinghi (coltelli, tenaglie, padelle, asce, bastoni, vasi, corde, cuscini), al fine di ricostruire intorno al defunto il suo ambiente domestico, forse nel tentativo di rendergli meno cupo e angoscioso il mistero stesso della morte.

-          Le tombe costruite fuori terra rappresentano una rarità nel panorama dell’architettura funeraria etrusca. Esse, realizzate interamente in pietra, sono quasi sempre di piccole dimensioni e si compongono di un’unica camera. Vengono generalmente chiamate tombe a edicola (da latino aedicula, tempietto) in quanto hanno la forma di un tempio in miniatura. Esse assomigliano anche alle antiche abitazioni etrusche: semplici capanne in legno coperte di paglia. Tra le tombe a edicola rimasteci ce ne una detta del Bronzetto dell’Offerente. La costruzione, fortemente squadrata, presenta una caratteristica copertura in lastre monolitiche di panchina inclinate a doppio spiovente e originariamente decorate con antefisse e acroteri fittili.

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