La Pittura Funeraria

La pittura etrusca è essenzialmente funeraria. Questo non tanto perché tutti i resti che abbiamo provengono da tombe, sarcofagi e vasi di corredi funebri, ma anche e in quanto non si ha alcuna notizia circa una produzione pittorica di diversa natura. La pittura etrusca assume notevolissima importanza anche perché costituisce di fatto la prima e più importante testimonianza dell’arte figurativa occidentale d’epoca preromana. I cicli più significativi sono databili tra il \/I e il \/ secolo a.C. e rappresentano soprattutto scene di funerali accompagnati da banchetti, danze, canti e giochi agonistici. In questo modo si hanno raffigurazioni anche molto vivaci di vari aspetti della vita quotidiana. La tecnica pittorica utilizzata dagli Etruschi è quella dell’affresco. Essa consiste nel dipingere su una parete <<a fresco>>, cioè quando l’intonaco che la riveste non è ancora del tutto seccato. I pigmenti dei colori usati dagli Etruschi sono sempre di origine minerale e possono essere impiegati sia puri sia miscelati fra loro. Essi sono stesi con pennelli di pelo animale all’interno del contorno della figura da dipingere e appaiono più come disegni colorati che come veri e propri dipinti. La campitura è piatta e uniforme e solo dopo la metà del I\/ secolo a.C. incominciano a essere introdotti dei tocchi di chiaroscuro al fine di suggerire il senso del volume. Tre le figure affrescate abbiamo i due danzatori affrescati nella Tomba delle Leonesse presso Tarquinia, risalenti al 530-520 a.C. Quello di destra colto nell’atto di slanciare la gamba destra in un passo di danza, scarica l’intero peso del corpo sulla gamba e sul piede sinistro. Tale accorgimento viene definito espressionista. Gli affreschi etruschi sono realizzati alo scopo di essere visti e compresi dai defunti, nel buio profondo di una tomba.

Nella cosiddetta Tomba di François, essa presenta all’interno dell’atrio centrale a forma da <<T>> rovesciata, un significativo ciclo di affreschi raffiguranti, tra cui scene di battaglia ispirate alla guerra di Troia. La tecnica è ricca di effetti chiaroscurali e di vedute di scorcio. Inoltre, è molto diffusa la pittura vascolare. Infatti, nel cratere a calice attribuito al pittore detto di Turmuca è interessante notare sul lato A, a sinistra, un soldato greco barbato che uccide con la spada un prigioniero troiano, in ginocchio al centro mentre a destra Charun, con il suo terribile martello. Sul lato B, tra fanciulle attendono anch’esse di essere traghettate da Charun nell’oltretomba.

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