Il Romanticismo

Il Romanticismo è un complesso movimento politico, filosofico, artistico e culturale
diffusosi in Europa tra la fine del Settecento e la prima metà del XIX secolo.
Il concetto di popolo che il Romanticismo esalta è quello legato all’idea di Nazione, cioè un insieme di individui legati fra loro da vincoli indissolubili di lingua, religione, cultura e tradizioni.
Il Romanticismo si pone in contrapposizione con il Neoclassicismo e con tutta la cultura del
razionalismo illuminista. Mentre quest’ultimo faceva riferimento a un passato ideale, il movimento romantico ricerca le proprie radici nel più vicino Medioevo, del quale si sente erede e continuatore.

Sul piano letterario la cultura romantica predilige il romanzo storico e la poesia dei sentimenti
soggettivi.

Sul piano musicale i compositori romantici, primo fra tutti Beethoven, abbandonano l’armoniosa compostezza del periodo neoclassico orientandosi verso una musica passionale, fortemente legata agli eventi della natura.
Per quanto riguarda la pittura, ai soggetti della mitologia classica se ne sostituirono altri legati alle leggende ossianiche.
Fondamentali saranno i paesaggisti inglesi Constable e Turner.
Alle atmosfere chiare e definite del neoclassicismo vengono a sovrapporsi ambientazioni fosche, ricche di riferimenti simbolici, magici e misteriosi. In questo modo gli artisti cercano di toccare il tasto dell’emozione e della sensazionalità piuttosto che quella della ragione.

A questo tipo di pittura è connesso il sentimento del sublime. Nella sensibilità romantica il sublime si pone al limite della percezione del bello.
Fortemente legato al concetto di sublime è anche quello di genio.
Nella visione romantica, dunque, geni si nasce e certo non si diventa.
Il genio si sente simile a Dio nel momento della Creazione.

La passione e il turbamento, che i Neoclassici non rappresentavano mai, diventano per i Romantici due delle principali motivazioni artistiche.
Per comprendere la scultura romantica vi è La Marsigliese, il celebre bassorilievo realizzato da Francois Rude. La scena rappresenta Bellona, la dea romana della guerra, in atto di guidare i volontari francesi che si recano a combattere nella guerra franco-prussiana.
L’artista compone le varie figure in modo energico e convulso, al fine di esprimere i sentimenti dell’ amor di patria e dell’eroismo guerresco.

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